
Lasagne alla Bolognese: il vino giusto da abbinare
Le lasagne alla bolognese meritano un vino che regga besciamella e ragù senza sparire: il Sangiovese di Romagna, fresco e tannico al punto giusto, è la scelta più equilibrata per una cena tra amici.

Elena Falerno ha trentaquattro anni ed è la voce che ha scoperto il vino quasi per caso, dopo una cena in cui ha capito che l'abbinamento giusto può cambiare completamente un piatto. Non ha un percorso da sommelier alle spalle: il suo cognome, che richiama l'antico Falerno tanto amato nella Roma imperiale, è più un vezzo curioso scoperto strada facendo che un'eredità di famiglia — un piccolo segno del destino, di cui ride volentieri lei stessa. Scrive come chi sta ancora imparando, portando il lettore nello stesso percorso di scoperta, senza mai dare nulla per scontato e senza mai usare un gergo che metta distanza. Il suo taglio è pratico e quotidiano: cene tra amici, aperitivi improvvisati, la bottiglia giusta per non fare brutta figura senza spendere una fortuna. È la voce più accessibile del gruppo, quella a cui chiunque, anche chi non ha mai comprato una bottiglia consapevolmente, può riconoscersi.
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Le lasagne alla bolognese meritano un vino che regga besciamella e ragù senza sparire: il Sangiovese di Romagna, fresco e tannico al punto giusto, è la scelta più equilibrata per una cena tra amici.

La pasta con la 'nduja è un primo calabrese semplice ma deciso: piccante, grasso e affumicato. Il Cirò Rosso, vino calabrese di gaglioppo, è tra gli abbinamenti più equilibrati per accompagnarla senza esagerare.

La farinata di ceci, piatto simbolo di Genova, va servita calda e sottile: a tavola sta benissimo con un Vermentino Riviera Ligure di Ponente, fresco e sapido, o con bollicine secche.

Perché il nebbiolo, tannico e acido, trova nella carne rossa il suo compagno ideale: dal brasato agli arrosti, fino alla selvaggina, con consigli pratici per organizzare la cena di stasera senza sbagliare.

Un tagliere di salumi e un calice di Barbera: l'acidità pulisce il palato, il tannino morbido non appesantisce. Scopri perché questo vino piemontese è il compagno ideale per salame, coppa e cotechino.

Scheda completa sul vitigno Nebbiolo: origine e storia, zone di coltivazione tra Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, profilo organolettico, denominazioni come Barolo e Barbaresco, abbinamenti e temperatura di servizio.

Un Sangiovese giovane per l'arrosto della domenica, un Riserva strutturato per il brasato: i tannini abbracciano la carne rossa, l'acidità pulisce il palato e invita al sorso successivo, bicchiere dopo bicchiere.

Pasta e fagioli, piatto contadino con mille varianti regionali, trova nella Barbera l'alleata giusta: acidità che pulisce il palato e frutto che accompagna la cremosità del piatto senza mai appesantirlo troppo.

Ho scoperto per caso che la Barbera è la scelta più sicura per un piatto di pasta al ragù. Ecco perché funziona, quali versioni scegliere e come servirla senza sbagliare.

Il Pinot Grigio conquista i formaggi freschi con la sua acidità pulita: robiola, ricotta e caciotte fresche trovano nel bicchiere il partner giusto. Scopri origini, numeri e perché questo abbinamento funziona davvero.

Il Pecorino è il vitigno bianco di Marche e Abruzzo che in tanti scambiano per un formaggio: acidità e sapidità vibranti, perfette con i formaggi di montagna, dai freschi ai semi-stagionati.

Origine incerta, soprannomi contadini e un'acidità che non stanca mai: guida alla Passerina, il vitigno bianco autoctono di Marche e Abruzzo, tra Offida DOCG e Controguerra DOC.