Lagrein: alla scoperta del tesoro di Gries
Scopri il Lagrein, il vino autoctono di Gries a Bolzano: la sua storia, i caratteri e gli abbinamenti con i formaggi locali.

Un tesoro vitivinicolo: il Lagrein di Gries
Nel sobborgo di Gries, a Bolzano, i filari di Lagrein si estendono fino alle porte delle abitazioni, creando un paesaggio unico. Durante una visita nel cuore di ottobre, mi sono trovato immerso nell'atmosfera autunnale, con la nebbia che si sollevava lentamente sopra le case e i vendemmiatori impegnati nella raccolta delle uve, nonostante le mani gelate. Questa terra sabbiosa, arricchita di ghiaia e porfido, rappresenta un suolo povero ma caldo, capace di mantenere il calore estivo anche durante le notti più fresche.
La storia del Lagrein è profondamente radicata in quest'area. Già nel 1318, si fa riferimento al "Lagrein bianco" in un atto di donazione alla chiesa locale, rappresentando la prima traccia scritta conosciuta. Tuttavia, è solo nel 1525 che il Lagrein rosso viene citato in un documento di Michael Gaismair. Per secoli, questo vino ha avuto una produzione quasi domestica, ma è solo a partire dagli anni Novanta del Novecento che è stato imbottigliato e commercializzato come vino in purezza.
Due forme, un unico vitigno: Lagrein Scuro e Lagrein Rosato
Il Lagrein Scuro, noto anche come Dunkel in tedesco, è un vino robusto, ottenuto da una lunga macerazione delle uve intere. Presenta un intenso colore rubino, con riflessi violacei, e offre sentori di mora, viola appassita, sottobosco e spezie scure. Al palato, si distingue per la sua struttura piena, con tannini presenti ma morbidi. D'altra parte, il Lagrein Rosato, o Kretzer, deve il suo nome a una cesta di vimini utilizzata per filtrare il mosto che ha avuto un contatto breve con le bucce: da questa lavorazione risulta un vino più snello e meno impegnativo.
Secondo il disciplinare della denominazione Alto Adige Lagrein, il vino deve contenere almeno l’85% di uve Lagrein, mentre esiste anche una versione Trentino Lagrein, prodotta più a sud, lungo la valle dell'Adige.
Origini genetiche e curiosità sul Lagrein
Un interessante studio di ampelografia molecolare, pubblicato sulla rivista Heredity, ha rivelato che il Lagrein è il discendente del Teroldego e di una varietà non identificata, rendendolo un fratello del Marzemino. Questo aspetto è importante, poiché altre fonti divulgative erroneamente sostengono che il Lagrein derivi da un incrocio tra Teroldego e Schiava, versione che non è supportata dagli studi scientifici.
La bellezza del gusto: abbinamenti con i formaggi
Qualche settimana dopo il mio incontro con il Lagrein, ho visitato una malga nella Val Venosta, dove assaporato il delizioso formaggio Stelvio, un prodotto ottenuto dal latte di malghe alpine a oltre mille metri di quota. Questo formaggio, caratterizzato da una crosta lavata di un distintivo color arancio-bruno e una pasta compatta color paglierino, richiede un vino che sappia sostenere il confronto. L'abbinamento con il Lagrein Scuro è perfetto: la sua struttura tannica e la fruttuosità equilibrano la sapidità e l'untuosità proprie di formaggi come lo Stelvio o il Puzzone di Moena, senza subire l'intensità delle croste lavate.
Anche con un pecorino di lunga stagionatura, il Lagrein Scuro tiene il passo con facilità, superando senza problemi anche la complessità del gorgonzola piccante. Al contrario, il Lagrein Rosato, più leggero e meno tannico, si abbina bene a formaggi freschi o poco stagionati, dove sapori più pungenti potrebbero risultare eccessivi.
Il Lagrein è un vino che parla di una terra, di un'area, prima ancora che di un'intera regione. Trova la sua voce nei formaggi di montagna, creando una connessione autentica e profonda.
